Non tutte le famiglie hanno la fortuna di avere una nonna o zia a cui lasciare il bambino una volta che la madre riprende l'attività lavorativa post-gravidanza. In questo caso la donna si trova davanti a due scelte: o lasciare il lavoro per stare con il bambino, oppure affidarlo a un asilo nido. Non sempre però la retta del nido è accessibile, per qualche famiglia il costo è eccessivo e la donna è "costretta" a rimanere a casa. Questo è un limite forte, anche nell'ottica delle pari opportunità uomo-donna: nel 2009 non è giusto che una donna si trovi in una condizione "svantaggiata" rispetto all'uomo. Tutte le donne dopo il periodo di gravidanza devono avere la possibilità, se vogliono, di riprendere l'attività lavorativa. E l'asilo nido è una soluzione.
Attualmente una cooperativa sociale gestisce una struttura, in affitto da privati, in via XXIV Maggio, all'angolo con via Stazione. Da ciò che ho sentito, la retta mensile è notevole. Nel nostro progetto di rivalutazione dell'area ex militare è prevista la costruzione di una struttura, nei pressi dell'ambulatorio dell'ASL, da destinare ad asilo nido. Proponendo una convenzione con la cooperativa sociale, alleviata dei costi di affitto, si potrebbe ottenere una riduzione della retta dell'asilo nido. Dando alle famiglie, e alle donne, un sostegno e un'opportunità alla propria portata.
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