martedì 25 agosto 2009

UN'ORA DI CORSA AL PARCO DEL PO, TRA INSIDIE E BELLEZZE

Domenica pomeriggio sono andato a correre. Avevo un po' di tempo, e le gambe supplicavano per la "ruggine" accumulata durante le vacanze. Tante persone, giovani e non, si mantengono in forma con la corsa, attività fisica salutare e all'aria aperta. Meta della corsa: il Parco del Po. Una risorsa naturale a disposizione di tutti, accessibile e tutelata. Con grande fatica ho cominciato il mio percorso: via Gaiette, via Cadacorte, diretto al Po "di Brusasco". Arrivato all'area di sosta (20 min) avrei pagato oro per una fontanella (inesistente), poi mi sono autoinsultato per non aver portato con me una borraccia. Ho proseguito verso Po, girando poi a sinistra in direzione Cavagnolo. Il sentiero non era molto segnalato, allora ho seguito il percorso per i non vedenti. Per fortuna ci vedevo, se no finivo in un campo di terra fresata e in un mucchio di rovi. Quei percorsi non sono più utilizzabili, forse è il caso di segnalarlo.. Armato di machete e buona volontà mi sono infilato nella macchia, uscendone quasi indenne nei pressi del capanno per l'osservazione del laghetto. Bella struttura, abbastanza accessibile, ci porto spesso e volentieri i lupetti: credo che solo il 10% degli abitanti dei nostri paesi sia a conoscenza di questa struttura. Dopo 5 minuti di relax ho ripreso la corsa, arrivando dopo pochi minuti all'area di sosta di Cavagnolo: anche qui della fontanella nessuna traccia, stavo cominciando ad evaporare. Rispetto a quella di Brusasco l'area è più pulita e in ordine, anche se manca un pezzo di staccionata e ci sono rifiuti sparsi in giro. Difficoltà oggettive (sia a Cavagnolo che a Brusasco): l'assenza di un passaggio pedonale sgombro ai lati della sbarra per le auto: va bene bloccare il transito all'interno del parco, ma credo che occorra agevolare il passaggio dei pedoni, soprattutto quelli in carrozzina. Poi la segnaletica: presssochè inesistente sia verso il Parco che all'interno di esso. I sentieri non sono indicati, sono poco curati e non si sa dove portano. Si può fare di più per rendere il parco più accessibile, gradevole e sicuro per i visitatori. Cmq, per la cronaca, ho poi percorso gli ultimi due chilometri verso casa, arrivando stremato al primo rubinetto disponibile ;-)

2 commenti:

  1. Ciao Andrea, anch'io in questi giorni ho provato con la bike a fare il tuo stesso tragitto. ma tra rovi, vegetazione varia e rami caduti ho dovuto quasi subito desistere.
    Purtroppo in questi anni la situazione non e' cambiata poiche' dal 2000 (anno del mio arrivo a Cavagnolo)tutti i miei tentativi sono miseramente falliti.
    Anche quando con la Pro Loco facciamo a Giugno la pedalata a Po dobbiamo nei giorni precedenti ripulire il percorso e la stessa cosa avviene il 1 Maggio con la mangialonga.
    Chi dovrebbe mantenere l'area pulita e' l'Ente parco Po Torinese che lo fa' nelle zone del parco molto frequentate ( vedi San Mauro) e non fa' nulla da noi.
    Pubblicizzare i percorsi nelle nostre zone in modo che aumenti l'affluenza di gente e' quindi a mio parere fondamentale per migliorare la situazione
    Ho gia' segnalato la cosa all'Ente parco del Po Torinese al info.parcopotorinese@inrete.it se saremo molti a farlo forse provvederanno...saluti.
    Alessio Finotti

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  2. Concordo con te Alessio, credo che se si ha l'intenzione di rendere davvero fruibile il parco occorra concertarne la gestione tra i vari "attori": Ente Parco, Amministrazioni, Associazioni, privati. Se no restano solo tante parole, tanti powerpoint, tante brochures senza riscontri reali. Resta evidente che la gestione autonoma e "a tantum" è appena sufficiente per rendere il parco praticabile. Ma perchè sia fruibile e attrattivo ci va una gestione diversa, senza impegnare oltremodo i pochi cantonieri a disposizione ma programmando la manutenzione tra i diversi attori.

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