Domani sera, al Palazzetto dello Sport, ci sarà l'investitura delle maschere del carnevale, i Campagnin e famiglia. Ci saranno le maschere ospiti, ci saranno i volontari della Pro loco, ci saranno i famigliari dei Campagnin "cit". Sarà una bella festa, ci sarà anche un bel rinfresco per le maschere. C'è però un problema che si trascina da anni: mancano i ragazzi, mancano i giovani. La sera dopo la Pro loco ci proporrà un'altra serata danzante, con gli Archi Sound. Mancheranno anche quella sera. Lo sforzo della Pro loco, sia economico che di impegno, è notevole, e di questo non si può che darne merito. Però mancano le iniziative per attirare i giovani. E non basta neppure generalizzare indicando il disinteresse cronico delle nuove generazioni. A Sant'Antonino di Saluggia, una frazione di poche centinaia di anime, i giovani sono il fulcro del Carnevale: oltre a rappresentare le maschere, sono anche parte attiva della sfilata che rallegra le borgate del paese. Fanno festa, insieme. Nei dintorni di Caluso un gruppo di giovani, sostenuto dalle associazioni locali, organizza ogni anno un carro su cui salgono circa 100 ragazzi. 100! E girano il Piemonte con il loro carro, vivendo giornate di festa e allegria. Sono Carnevali partecipati: i giovani spronano gli adulti, anche solo per la curiosità di vedere "cosa fanno i ragazzi quest'anno".
Sarebbe bello riscoprire il Carnevale, farlo nostro: sono sicuro che la Pro loco sarebbe ben disposta ad accogliere proposte e suggerimenti. Rinnovare non vuol dire tradire la tradizione, ma garantirne la continuità al passo coi tempi.
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